Musica

CANTI E MUSICHE POPOLARI


Malesco è un paese dove la passione per la musica è sempre stata attivamente coltivata. Se oggi questa inclinazione si esprime prevalentemente nella partecipazione alla Banda Musicale Alpina e al Coro Edelweiss, in passato vi era anche una interessante tradizione di canti e musiche popolari tramandati oralmente.

Canti
Nelle veglie invernali, nelle osterie, negli alpeggi, risuonavano canti narrativi, di lavoro, rituali, di emigrazione o di guerra, eseguiti a due o tre voci per terze parallele secondo i canoni della polivocalità popolare del nord Italia. Oggi, come tutte le manifestazioni della cultura tradizionale, anche il canto collettivo sta diventando sempre più inusuale ma non è raro, durante alcune feste estive, sentire ancora intonare vecchi canti come Barchin di ferro, A Porta Torino, Erano tre sorelle, Le galere, Il Sirio e tanti altri. A scandire i momenti salienti delle festività religiose e durante le processioni vi era poi il repertorio di canti liturgici ed extra liturgici in latino, eseguiti su antiche melodie a carattere modale, a volte totalmente originali e a volte derivate da trasformazioni avvenute nelle primitive versioni gregoriane. In particolare, vi erano numerosi canti, come il Miserere o il De profundis, eseguiti durante le varie fasi del rito funebre e oggi ricordati solamente dalle donne più anziane. Particolari espressioni canore distintive della Val Vigezzo erano invece i richiami o Arzun, vocalizzi di saluto o di segnalazione che le donne intonavano sugli alpeggi e che si ricollegano alle figure più arcaiche della tradizione vocale alpina.

Musica da ballo
Caratteristica peculiare di Malesco era una tradizione di musica da ballo eseguita da gruppi violinistici formato da due violini, chitarra e basso a tre corde, strumenti costruiti in valle seguendo i canoni di una locale tradizione liutaria. Già alla fine dell'800 il Dr. Giacomo Pollini ricorda come a metà del secolo vi fossero in paese almeno una ventina di suonatori di strumenti ad arco e a corde e l'ultimo gruppo violinistico di Malesco, costituito intorno ai membri della famiglia Ferrari, è stato attivo fino agli anni '50. Il repertorio di questi suonatori, oltre alle canzoni, ai balli lisci in voga nella prima metà del secolo e a qualche vecchia Monferrina, comprendeva anche due balli caratteristici del paese: La Matuzinàa e il Bal dul Trappule. La Matuzinàa era una sorta di contraddanza ballata in cerchio da un cospicuo numero di ballerini, che prevedeva l'esecuzione di alcune particolari figure tipiche delle Country Dances e dei Cotillon; essa deve il suo nome ai Matuzitt, i capi ballerini del carnevale maleschese che ne guidavano l'esecuzione. Il Bal dul Trappule era invece un ballo di coppia pantomimico che si sviluppava attraverso figure di corteggiamento, morte e resurrezione e che possiamo considerare parte di uno dei filoni più antichi della tradizione coreutica popolare. Era eseguito da una ballerina e dal Trapula, la figura del buffone comune a molti carnevali tradizionali dell'arco alpino.

Una approfondita ricerca condotta nel corso di oltre quindici anni ha permesso di raccogliere e pubblicare decine di canti popolari e musiche da ballo direttamente dallâesecuzione degli ultimi interpreti tradizionali. Questo materiale, inquadrato e analizzato storicamente e corredato da una grande quantità di immagini è stato pubblicato nel libro di Giuliano Grasso: L'ultima Matuzinàa, edito dal Comune di Malesco e reperibile nei punti vendita di tutti i paesi della Val Vigezzo.



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