Comitato della Festa del Gabbio
Sede in Via Conte Mellerio, 17
28854 Malesco (VB)
tel: 0324 94537



L'oratorio del Gabbio
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Durante la grande pestilenza del 1513 venne costruito nel luogo chiamato Al Gabbio al di là dell'Acqua un lazzaretto per gli ammalati di questo male, non essendo stato riconosciuto adatto quello fatto in Valleggia (1). Fu in quell'occasione che venne anche eretto in Malesco l'Oratorio di San Rocco, al centro dell'attuale piazza della Chiesa, facendo voto di celebrarne ogni anno la festa il giorno 16 di agosto, giorno a lui dedicato: questo Oratorio venne poi demolito nel 1861 (2).
Terminata la grave pestilenza, venne costruito in quel luogo, dove si trovava il lazzaretto, un piccolo Oratorio chiamato Chiesetta, in cui si venerava un'immagine miracolosa della Vergine delle Grazie: questo avvenne dopo il 1513 e comunque prima del 1552. Si ricava quest'ultima data dal fatto che il dipinto della Madonna del Gabbio risulta essere molto simile all'eguale dipinto sulla Cappella del Sasso del Broglio, pure delle Grazie, e che risulterebbe essere appunto del 1552 e si suppone che i due dipinti siano stati eseguiti dalla stessa persona e nello stesso periodo.
I maleschesi furono sempre molto devoti alla Madonna del Gabbio, ma, col passare del tempo, vollero che la sacra immagine fosse situata in un Oratorio più degno e conveniente, per cui inviarono nel 1723 un ricorso al Vescovo, allegando un disegno della nuova opera, come risulta dall'Archivio Parrocchiale di Malesco.
La Curia Vescovile accettò l'invito con Decreto del 16 giugno 1723 ponendo come condizione che, oltre agli oneri inerenti al culto, il Comune di Malesco assumesse in perpetuo la manutenzione dell'Oratorio e lo fornisse degli arredi necessari, oppure lo fornisse di una rendita in beni stabili fruttiferi.
Il 24 giugno successivo i ventotto Capi Famiglia principali del paese, accettate le condizioni predette, si radunarono per dare esecuzione al Decreto Vescovile, e diedero delega al Dr. Giovanni Battista Mellerio e Francesco Cioja di recarsi a Santa Maria Maggiore e di obbligarsi, davanti al Pretore e per conto ed a nome del Comune, di assumere tutti gli oneri derivanti dal Decreto di Concessione. Circa un mese dopo i due Delegati si recarono dal Pretore, e venne redatto l'atto pubblico dal Notaio Borgnis di Santa Maria nella Sala Maggiore del Palazzo Pretorio della Valle.
Al fine di accelerare i lavori, già il 1° agosto successivo i due Reverendi Curati, tutta la popolazione di Malesco e molti forestieri si recarono in processione al Gabbio e, dopo le consuete cerimonie religiose e la predica del Cappellano di Villette Don Pietro Rattazzi, fu posta dal Rettore Cadolino (3) la prima pietra, sulla quale era stata incisa la data 1723.
Subito il giorno successivo iniziarono i lavori, ma questi col tempo rallentarono, per cui il curato Cadolino pensò di richiedere al Vescovo cento giorni di indulgenza per tutti coloro che partecipavano ai lavori. Comunque detti lavori furono terminati soltanto quattro anni dopo, nel 1727.

L'immagine miracolosa
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Appena terminato il Coro, si trasportò in esso la miracolosa immagine della Vergine, che non subì alcun danno durante il trasferimento, ed ultimato l'Oratorio si chiese autorizzazione per la sua benedizione, e nello stesso tempo venne richiesto di dedicarlo anche a San Giuseppe, cosa che venne concessa con Decreto del 24 maggio 1730. Il 4 novembre dell'anno successivo il Vicario Cadolino, Delegato, lo benedisse sotto il titolo e invocazione della Beata Vergine Maria delle Grazie e di San Giuseppe.
La costruzione di questo Oratorio fu fatta con le oblazioni volontarie del Comune e della popolazione di Malesco,
nonché con il lavoro gratuito delle persone, anche di Zornasco. Come dote furono donati due piccoli pezzi di terra, uno dal Comune in esecuzione del Decreto Vescovile del 1723, e l'altro da certa Caterina Albertoli di Craveggia, ma questi furono poi incamerati dal Governo Italiano che li sostituì, nel 1874, con una rendita italiana 5% di L. 11, alla quale si dovevano aggiungere L. 6,50 dal capitale di L. 160 donato da Maria Elisabetta Pollini.
Nel 1848 furono spese L. 127 in restauri da muratore e L. 300 da stuccatore. Nell'estate del 1862 furono fatti eguali lavori per L. 172 ed inoltre furono fatti dorare per L. 239,40 da Antonio Giacomazzo da Brescia gli ornati e gli stucchi del Coro.
Il 2 settembre 1884 il Dottor Giacomo Pollini fornì all'Oratorio un capitale di L. 260, al fine di celebrare in perpetuo due messe ogni anno, una in onore della Beata Vergine nella prima settimana di settembre, e l'altra in onore del Patrocinio di San Giuseppe nella terza settimana dopo Pasqua.
Nel 1925 furono eseguiti all'interno numerosi restauri, come testimoniava una targa apposta sopra alla porta d'ingresso, ed oggi non più esistente in quanto andò persa in seguito ai disastri del 1975 e del 1978.
Il piccolo campanile della Chiesetta del Gabbio non era ancora dotato di una campanella. Per questo nel 1954 l'allora Arciprete di Malesco Don Luigi Martinoli chiese alle famiglie maleschesi di offrire i campanacci in bronzo delle mucche. Le famiglie risposero volentieri e tutti i campanacci raccolti furono inviati ad una ditta specializzata che li fuse e costruì così la campanella. Questa fu inaugurata nel mese di agosto 1955, essendo Coadiutore Titolare Don Pacifico Scarani.
Il giorno 8 ottobre 1975, a seguito di piccola alluvione verificatasi pochi giorni prima (il 30 settembre), si verificarono gravi cedimenti nella struttura dell'edificio: esso era stato costruito su terreno particolarmente instabile, pare di creta, per cui l'intero edificio scivolava sul terreno. Si aprirono così le pareti e dalla volta del porticato cadde addirittura un masso (fenomeno osservato da una donna di passaggio proprio in quel momento). Nel 1976 intervenne allora Padre Gianfranco Valsesia del Santuario di Re: dopo aver formato un apposito Comitato costituito non solo da maleschesi ma anche da altri vigezzini, con pubblica sottoscrizione ed anche con l'intervento di Italia Nostra raccolse i fondi per la necessaria ed improrogabile ristrutturazione. Nel 1977 ebbero corso i lavori da parte di ditta specializzata, che con iniezioni costruì un muro in cemento tutto intorno alle fondamenta, allo scopo di far cessare il movimento sul terreno.

Il disastro dell'alluvione
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Questi lavori arrestarono il fenomeno, ma non diedero i risultati definitivi che tutti si attendevano.
Si verificò poi nel 1978 la tremenda alluvione che devastò tutta la Val Vigezzo nonché le Centovalli in Svizzera ed il Locarnese. Lo stabile fu talmente danneggiato che si rese necessario dichiararlo ufficialmente inagibile. E' tuttavia doveroso osservare che furono proprio quelle iniezioni di cemento effettuate l'anno precedente ad evitare il disastro totale: senza di esse molto probabilmente l'intero stabile sarebbe andato definitivamente perduto.
Da quel momento le funzioni religiose e le altre manifestazioni furono sempre eseguite all'aperto, e comunque non furono mai soppresse.
Giovedì 21 maggio 1981 iniziarono i lavori di restauro, eseguiti dalla Ditta S.I.C.O.S. di Grugliasco, vicino a Torino, specializzata in questo genere di lavori. Il finanziamento di 150 milioni fu ottenuto, per intervento del Comune di Malesco che ne aveva la responsabilità, dall'Assessorato alle Opere Pubbliche della Regione Piemonte. I lavori sulla struttura (fondamenta, muri, soffitti, volte, tetto) terminarono sabato 12 dicembre dello stesso anno, in pratica dopo sette mesi.
Tutti i lavori interni furono eseguiti dai componenti il Comitato e da numerosi Volontari. Detti lavori furono:
- rifacimento del pavimento con le stesse piode preesistenti
- rifacimento delle finestre, offerte dal falegname Ennio Sotta
- posa canali in rame
- rifacimento dell'intero impianto elettrico
- imbiancatura e verniciatura dove necessario
- rifacimento della volta del porticato
Da allora comunque i lavori di ordinaria manutenzione e di miglioramento sono sempre in corso: ad esempio in
questi ultimi anni sono stati rifatti tutti i banchi.
Non si sa con esattezza quando sia stato formato per la prima volta il Comitato della Chiesetta del Gabbio.
Attualmente il Comitato è costituito dalle seguenti persone:
- Ferrari Claudio
- Ferrari Ezio
- Frosio Franca
- Minoggio Renzo
- Piffero Orlando
ed è sempre coadiuvato durante le feste e le manifestazioni da una ventina di preziosi Collaboratori.


L'Oratorio oggi
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La Festa della Madonna delle Grazie - Al Gabbio si effettua ogni anno all'ultima domenica di settembre. In questa occasione con giochi, ristorazioni, vendite all'incanto di offerte ed altre manifestazioni, vengono raccolti i fondi necessari per la manutenzione e l'esercizio ordinario della Chiesetta.


Consultazioni:
- Cavalli, Opera citata
- Pollini, Opera citata

Bibliografia:
- Archivio storico di Claudio Ferrari
- Archivio Parrocchiale


(1) Cavalli, Storia della Val Vigezzo, tomo 1, pag.171. (prosegui)

(2)
La demolizione fu dovuta al fatto che era stato addossato ad esso un Ossario, non adatto al luogo (Pollini, Storia di Malesco, pag.434, n.3). (prosegui)

(3)
Fino al 1703 i parroci (normalmente due) venivano entrambi chiamati Rettori. In tale anno, a seguito di visita pastorale, il Vescovo Giovanni Battista Visconti con Decreto dell'11 ottobre mutò il titolo del Rettore più anziano in quello di Arciprete, mentre per l'altro, all'epoca del Sinodo del 1826, venne mutato il titolo in Coadiutore Titolare. (prosegui)


Testo di Luciano Cavalli.



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